ENZO LA
GRUA

BIOGRAFIA
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Enzo La Grua nasce a Trapani il 22 agosto 1942.
Fin da ragazzo s' interessa al mondo della pittura e di se stesso dirà: ˝ Non sono nato pittore. Ho dipinto prima e poi ho scoperto la pittura. A Trapani, dove sono nato, ho distinto, nella mia infanzia, i primi veri ed accesi colori: il blu del mare, l’azzurro del cielo, l’ ocra della terra assolata e arida… Non ho la presunzione di voler pilotare un certo momento, né credo di seguire l’una o l’altra corrente.
Ho solo le mie idee, delle sensazioni che fermo sulla tela bianca…˝
La Grua partecipa a diverse mostre e premi a carattere regionale e nazionale, iniziando nel 1960 a Trapani al ˝Club dello studente˝. Nello stesso anno é segnalato al Premio Nazionale ˝Unità d’ Italia˝ svoltosi a Torino.
É nel 1963 che organizza la sua prima personale alla ˝Galleria d’ arte della provincia˝ di Trapani, riscuotendo largo consenso di pubblico e di critica.
In quest' occasione il pittore e critico d’ arte Lino Tardia ne apprezza ˝la finezza narrativa unita ad una capacità evocativa, che non obbedisce ai moduli naturalistici, ma offre i suoi motivi in un clima assorto e vibrato di echi creativi post-impressionistici…˝
Nello stesso anno Enzo La Grua partecipa alla ˝ IV Provinciale d' Arti Figurative ˝ a Trapani e alla ˝ Nazionale d’Arte Figurativa Sindacato Regionale Belle Arti ˝ a Palermo.
Alla prima partecipa con l’opera apprezzata dalla critica ˝Rovine di guerra˝, ˝un drammatico ed esaltante lavoro che procede su un solo monocromo contrasto verso una conclusione positiva ˝.
Dal ’63 al ’66 l’artista vive ed opera a Roma dove prende parte a varie mostre, tra cui due ˝Marguttiane˝.
Nel 1966 vince il 1° premio alla ˝ 1° Estemporanea città di Prizzi ˝.
Il critico d’arte Salvino Leone, in un articolo di quegli anni relativo ad una personale castelbuonese di Enzo La Grua, lo definisce il ˝ Pittore dei Cieli ˝, ˝ quei meravigliosi cieli che diventano nell’ambito del quadro un’eco della realtà in esso espressa quando addirittura non ne sono funzione˝.
Nel 1967 La Grua partecipa alla mostra d’arte contemporanea ˝ I Manciniana ˝ a Trapani e negli anni seguenti organizza personali e partecipa a collettive con i suoi paesaggi, molti dei quali dedicati a Castelbuono, confermando le sue doti artistiche affinate da una sensibilità e da una finezza narrativa in continuo crescendo. 
Del 1977 è la sua partecipazione alla 1° rassegna di scultura, pittura e grafica ˝ Il Divino e l’Arte ˝ a S. Agata di Militello con l’olio ˝ Concetto misteriosofico sul Fenomeno divino della Creatività ˝. Nello stesso anno La Grua prende parte al Concorso di Estemporanea su ˝ La Settimana Santa di Enna ˝, al ˝ Premio Primavera ˝ di Foggia (mostra nazionale di pittura e bianco e nero) dove é premiato (esperienza artistica ripetuta nel 1991), alla ˝ VIII Salerniana ˝ di Erice e ad una mostra collettiva di Pittori Contemporanei a Castelbuono, organizzata con la collaborazione della Galleria d’Arte ˝ La Vetrinetta ˝ di Caltanissetta.
Negli anni ottanta Enzo La Grua comincia ad interessarsi contemporaneamente al teatro, la sua seconda passione, dedicando meno tempo alla pittura.
È del 1991 la sua ultima personale a Castelbuono.
Le sue opere si trovano oggi in varie città d’Italia e all’estero.
La scoperta del teatro avviene in seno al Gruppo T, nato come passatempo negli anni settanta, quando Enzo Sottile, tornando da Brera porta con sé le sue esperienze teatrali con Strehler e riesce a
coinvolgere diversi giovani, che a poco a poco trasformano questo passatempo in passione vera e in un teatro di qualità. Enzo La Grua inizia nell’agosto del 1985 con l’atto unico di Pirandello ˝ La Patente˝, nella parte di Chiarchiaro.
Nello stesso anno interpreta il timido ed impacciato Lomov nello scherzo di Cechov ˝ Domanda di matrimonio˝ di cui cura anche la scenografia, come nelle due pièces ˝ Delirio a due˝ di Ionesco e ˝ La voce umana˝ di J. Cocteau, accomunate dalla difficoltà di comunicazione tra l’uomo e la donna. Dello stesso periodo sono: ˝ L’uomo dal fiore in bocca˝ di Pirandello e ˝ Processo a Gesù˝ di D. Fabbri.
Nel primo lavoro La Grua è degno interlocutore del protagonista interpretato da Pietro Carollo, nel secondo, lungo e impegnativo, che vede coinvolti venti personaggi, recita la parte di Giuseppe. Seguono ˝ Notte d’incanto˝ di Mroszek interpretato insieme a Pietro Carollo e Gabriella Glorioso di cui ha curato anche la scenografia, ˝ Cosi é……se vi pare˝, commedia in tre atti di Pirandello,
realizzata e presentata insieme ad alcuni attori del teatro amatoriale di Termini Imerese, ˝Lo sportello˝ rappresentato insieme ad altri due atti unici di Tardieu ˝ L’educazione inutile ˝ e ˝ La società Apollo ˝ dove l’autore, con pungente ironia, scopre le ossessioni e le nevrosi del nostro tempo.
Di questi ultimi due lavori Enzo La Grua cura le scenografie.
Degli anni novanta sono: ˝ Il mistero di Adamo˝, un antico dramma in lingua volgare, per la regia di Gigi Borruso, allievo e collaboratore del regista e scrittore palermitano Michele Perriera, l’esilarante commedia ˝ La buon’anima di mia suocera ˝ di G. B. Spampinato, dove La Grua interpreta la parte del sindaco e di cui cura la scenografia, ˝Il ricatto del faraone˝ di Salvino Leone, rappresentato nel 1994 a conclusione della mostra celebrativa del 2° decennio di attività del Gruppo T e ancora ˝ Il malato immaginario ˝ di Molière, dove Enzo La Grua è il medico Prof. Cagherai e˝ Il somaro ˝ di G. Feydeau.
Nell’ottobre del 1996 partecipa anche a ˝ La lunga notte dei Ventimiglia ˝ per la regia di S. Tessitore, rievocazione storica itinerante.
Aperto ad ogni tipo di esperienza artistica, nel 1997 La Grua prende parte al film ˝Briganti di Zabut˝ del regista siciliano Pasquale Scimeca e nel 1998 al récital ˝…e il bimbo giocherà con l’ onorevole (testi di Angelo Mazzola e musiche di Rosario Ignatti), di cui ha la direzione artistica.
Nel 1999 ˝ Il mistero di Adamo˝ viene nuovamente rappresentato a Gangi.
In questo dramma c’è la lotta tra il bene e il male, tra diavoli e spiriti del bene, tra sacro e profano, forze che combattono e giocano anche dentro l’uomo, sintesi di tutte le cose.
Enzo La Grua interpreta uno dei tanti diavoli e questo è il suo ultimo spettacolo.
Come ha scritto Antonella De Luca in occasione del trentesimo anniversario del Gruppo T ˝ …un ‘divertissement’ giullaresco che mai avrebbe dovuto diventare danza macabra, uno sberleffo della morte alla vita di cui il teatro è espressione…un mistero buffo che diventa tragedia, un viluppo di gioia e dolore inesprimibile, forse un estremo dono di sé ad un pubblico che non coincide solo con una platea occasionale˝. E continua dicendo: ˝ Mi piace pensare - ne sono certa - che lui sia ancora li, ad aggirarsi tra le quinte dei suoi amici di un tempo - ormai amici del ‘ per sempre ’ - con la piega increspata, ironica e pensosa del suo sorriso, ormai inebriato dalle suggestioni segrete di un Regista più alto˝.
Ivana
La Grua